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Due Spicci di Zerocalcare: Interferenze di vite in disordine.

Immagine del redattore: Davide Scarlasetta
Davide Scarlasetta
30 mag
Tempo di lettura: 2 min

Interferenze di vite in disordine. Questa breve frase potrebbe descrivere la nuova serie di Zerocalcare “Due Spicci”. Singoli protagonisti che lottano contro dolori e problemi che interferiscono tra loro, scontrandosi e sostenendosi all’interno delle loro vite già incrinate.

La genialità della serie sta nel riuscire a toccare temi di vita reale e tangibile, all’interno di una storia drammatica, a tratti violenta e terrificante. Perciò è proprio in mezzo a questa cornice sporca di sangue che scopriamo le fragilità di Zero, che sono quelle che potremmo trovare negli occhi dei conoscenti che incontriamo ogni giorno lungo la strada: la paura di aver perso tutti i treni possibili in direzione della felicità, il terrore di condividere i propri traumi e la vita che portiamo avanti di nascosto quando nessuno ci guarda.Nel farci trasportare all’interno delle sue paure più profonde ci scopriamo fragili anche noi, come se ci spogliasse di tutte le impalcature che ogni giorno cerchiamo di nascondere a noi stessi. Ma forse è proprio questo il motivo per cui Zerocalcare riesce ad arrivare al cuore di ognuno, poiché nonostante ci metta a nudo, non ci lascia da soli.

Attraverso i suoi occhi entriamo anche nelle storie dei suoi soliti compagni, che lo accompagnano da sempre: Sarah, il faro a cui può fulminarsi la lampadina ogni tanto, Secco che scopriamo quasi sparito dopo “il fattaccio” e Amico Cinghiale, tanto presente nei fumetti, quanto alla prima comparsa come co-protagonista nel piccolo schermo. Lui è il fulcro attorno a cui ruotano le vitedisordinate di questo gruppetto che sta invecchiando senza crescere mai, la grande interferenza che rischia di spegnere i suoi più cari amici. È proprio da lui che la trama prende forma, una narrazione che fin dal primo istante ci sbatte in faccia la realtà, la triste consapevolezza che certi problemi non si possono risolvere, neanche quando i nostri amici ci prendono la mano per cercare di aiutarci, di toglierci dalle sabbie mobili di errori irreparabili.

Dolore, paura, nostalgia e violenza vengono però sovrastate dal grande protagonista di tutta la serie, ovvero l’amore. Non quello romanzato da fiaba, ma quello vero, che può anche far male, forse più male di tutto il resto. Il collante di tutti questi destini in bilico sarà proprio Smeralda, uno dei tanti amori persi di Zero, incastrata in una relazione tossica e violenta con un uomo cattivo, che però avrà la forza di mostrare a tutti che il buono si può nascondere anche negli angoli più scuri. Anche qua, però, la bravura nell’autore sta nel parlare di determinati temi in maniera reale e mai giudicante. Ha una tale umanità tra le dita da saper planare su ogni bruttura uscendone sempre pulito e con ogni suo ideale intatto.

Perciò cosa ci rimane alla fine di questa storia? Sicuramente un po’ più di consapevolezza in noi stessi e nei nostri grovigli personali all’interno di botole nascoste nell’anima e tanta rabbia, perché la vita come la serie non si risolvono come noi vorremmo, ma rimaniamo attoniti nel vedere quanto l’ingiustizia del mondo si abbatta senza sosta soprattutto su chi è più debole.

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