Anche quest'anno non abbiamo la hit estiva (e chissene frega)

Anche quest'anno sembrerebbe non esserci una hit estiva pronta ad accompagnare le nostre giornate al mare, le nostre uscitre serali o le nostre giornate in ufficio guardando il sole speranzosi fuori dalla finestra.
Ricordo un tempo quando bastava accendere la TV, sintonizzarsi su Italia 1 e farsi guidare dal Festivalbar per capire quali canzoni avrebbero riempito i jukebox degli stabilimenti barlneari facendoci entrare in testa motivetti accattivanti mentre ci rinfrescavamo con un Liuk o un Calippo. Ma non preoccupatevi, siete stufi di
ascoltare i singoli di Baby K che viene ogni anno
scongelata dal freezer del pop italiano per ricordarci che è Giugno? O di sentire in continuazone la canzone che ha reso Samurai Jay famoso a Sanremo?
La redazione è qui per voi pronta a consigliarvi 5
dischi, non per forza estivi che però in qualche modo mi evocano e mi ricordano l'estate:
Oddissee, Heno – From Takoma With Love (2026)
L'album collaborativo dei due rapper americani uscito quest'anno è sicuramente sorpresa e uno dei dischi che più mi è piacuto in questo 2026. Si tratta di un album hip hop, in cui Oddisee (da
sempre maestro nel fondere hip-hop, soul e jazz) e Heno creano un atmosfera sospesa, quasi
cinematografica intrisa di un calore analogico
pazzesco. Le produzioni sono morbide, ricche di linee di basso calde che non spingono mai
sull'accelleratore ma che ti cullano.
E' la colonna sonora perfetta per quel momento della giornata in cui il sole inizia a calare, l'aria si rifrescaleggermente e ci si ritrova su un terrazzo con qualcosa da bere e a chiacchierare senza guardare l'orologio.
Se vi trovate spesso ad ascoltare A Tribe Called
Quest o De La Soul, questo album fa per voi.
Le mie traccie preferite: “Trish Status”, “Hard to See” e “Right Steps” che a metà canzone ha un cambio beat che mi fa volare.
Bombay Bicycle Club – I Had The Blues But I
Shook Them Loose (2009)
Ogni anno nel periodo estivo/primaverile mi ritrovo a riascoltare questo disco. Per me è un disco no skip (ogni traccia mi fa impazzire).
Riesci a darmi leggerezza, nostalgia ma grande
energia allo stesso tempo.
Questo album fa parte dell'epoca d'oro dell'indie rock britannico e a parer mio contiene tutti gli ingredienti giusti che dovrebbe avere un disco di questo genere: chitarrine “pizzicate” e intrecciate che danno freschezza e movimento, sezione ritmica dritta e ballabile e una produzione grezza ma curatissima.
Questo non è un disco che sa di spiaggie tropicali ma di festival indie sotto la pioggia estiva che poi lascia spazio al sole, di tristezza che viene scossa via (“shook them loose” appunto) trasformandola in
vitalità riconsegnandoci un concentrato di giovinezza instantanea.
Mi piacciono tutte le traccie di questo disco ma se devo scegliere: “Lamplight”, “Evening/Morning”e “Always Like This”.
Frah Quintale – Banzai (Lato Blu) (2020)
Un altro album che mi catapulta direttamente all'estate è Banzai, Lato Blu (che personalmente preferisco al lato Arancione) di Frah Quintale.
Le canzoni sono apparentemente leggerissime, però nascondono testi nostalgici, agrodolci e capaci di restarti dentro molto dopo la fine dell'estate.
Ho fotografata in testa l'immagine di ritorno dal mare in motorino, il vento tiepido sulla faccia e un pizzico di malinconia nello stomaco.
Le canzoni che preferisco sono: “Buio di Giorno” e “Amarena”.
Sérgio Mendes – Brasileiro (1992)Questo disco del leggendario Sérgio Mendes (tutti
conoscerete la sua celebre “Mas Que Nada”) fin dalla prima traccia ti trasporta direttamente al carnevale di Rio.
E' una esplosione di energia, l'estate collettiva fatta di ritmo, asfalto caldo e spiagge infinite.
L'album si basa sulla voce di Sérgio Mendes e su
percussioni tribali ed imponenti che formano un caos orchestrato in modo chirurgico.Le canzoni che preferisco sono i due brani d'apertura:
“Fanfarra” e “Magalenha”.
Anderson .Paak – Malibu (2016)
Per chiudere questa cinquina estiva non potevamo che volare in California con l’uomo che ha ridefinito il concetto moderno di groove: Anderson .Paak. Malibu non è semplicemente un album, è una giornata di luglio tradotta in musica. Con la sua inconfondibile voce graffiante e quel talento sovrumano alla
batteria, .Paak fonde sapientemente soul, funk anni '70, hip-hop e R&B in un mix irresistibile.
Tracce come Am I Wrong o Come Down sprizzano positività e sanno di salsedine, party in piscina e occhiali da sole specchiati. È l'album perfetto per i lunghi viaggi in macchina verso la spiaggia o per l'ora dell'aperitivo. Un classico istantaneo che, dal 2016 a oggi, continua a essere la cura definitiva contro il grigiore invernale.
Le canzoni che più mi piacciono. “Heart Don't Stand a Chance”, “Am I Wrong” e “Come Down” la mia traccita preferita del Sig. Paak



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